Mercoledì, Settembre 08, 2010
   
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Recensioni

Giles Oakley - Blues, la musica del diavolo

The devil’s music: a history of the blues di Giles Oakley fu pubblicato per la prima volta in inglese nel 1976, come compendio finale di una serie televisiva dedicata al blues dalla BBC e prodotta dalla stesso Oakley. In Italia il libro comparve con il titolo La musica del diavolo: storia del blues nel 1978 per i tipi di Mazzotta. Nel 2009 è stato ristampato da ShaKe Edizioni in formato paperback e nuova veste grafica.
Il volume rappresenta un ottimo compendio storico delle origini e della evoluzione del blues dai tempi della schiavitù agli anni ’60, e bada molto ai collegamenti fra il blues e il contesto sociale in cui questa musica si è sviluppata. La struttura quindi è caratterizzata da capitoli di inquadramento storico-musicale e capitoli dedicati ai singoli artisti ritenuti più rappresentativi dei vari periodi e stili, inframmezzati dai testi in inglese di parecchi brani e da numerose fotografie che ritraggono sia i musicisti, sia scene di vita del periodo.

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All aboard the Blues - Papaleg acoustic Duo

E’ inutile usare paroloni, tanto loro non li gradirebbero. Solo un nome Papaleg Acoustic Duo.

(Pg Petricca and Marco Tinari). Non siamo qui a oggi a recensire il loro nuovo cd ma a dare una info davvero gold. L’eclettico duo abruzzese sbarca in una compilation international. All aboard the Blues. Alla traccia 11, troviamo un brano so cute, che ci riporta indietro ad atmosfere da Juke Joint. Sugar Cane, questo il nome di un brano semplice ed efficace. Il segreto di questi due tizi, è la naturalezza con la quale affrontano uno stile così poco compreso da tanti interpreti nostrani e non. È inutile commentare il lato stilistico, poiché si comprende bene che i due non vogliono ne imitare ne riprodurre nulla e nessuno e quindi, per la comprensione stilistica del duo, vi rimando ad una bella recensione di Carlo "slidincharlie" Pipitone, di cui vi posto anche il link sempre su questo bellissimo sito.

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Forse Qualcuno non sa

Un disco a puntate di Marco Corrao Wounds, Wine and Words

Nuovo disco di Mauro Ferrarese a puntate

Iniziamo dalla fine: Today, Giovedì 22 Aprile 2010 ore 10:02 pm – Traccia n° 12
Santo Cielo:  un brano che sa di casa!

Quando stasera, arrivato a casa dopo una dura giornata passata tra arrampicatori sociali e quant’altro di peggio la razza umana possa offrire, ho guardato nella cassetta della posta, ho trovato una piacevolissima sorpresa, qualcuno mi ha mandato un CD. Il suo nuovo CD. Entro di fretta in casa!!!!! Salgo di corsa al piano superiore!!!!  Apro il pacchettino porta CD e lo tiro fuori !!! Guardando di sfuggita la copertina lo metto su senza far caso a nulla!!!! E mi chiedo forse è meglio partire dalla fine? Si OK, traccia n° 12.

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Luigi Monge - ROBERT JOHNSON

Luigi Monge è un giornalista musicale noto in Italia per la sua collaborazione alla rivista Il Blues, con diverse collaborazioni importanti anche negli Stati Uniti, dove ha tenuto seminari universitari sulla musica afroamericana e dove ha collaborato a varie pubblicazioni. Questo libro si aggiunge ai due altri su Robert Johnson pubblicati nella nostra lingua. Il primo (Robert Johnson: in cerca del re del blues di Peter Guralnick) di stampo abbastanza tradizionale storico-biografico, pubblicato da Arcana con le traduzioni delle liriche rese in dialetto romanesco da Tito Schipa Jr. Il secondo (che purtroppo non ho avuto l’occasione di leggere), presenta invece la traduzione dei testi di Johnson in dialetto veneziano, quindi cala le canzoni nella realtà rurale veneta creando un parallelo interessante: Le canson “blues” del moro Berto Zanon (Robert Johnson) voltà in dialeto dal merican di Antonio Stefani (Agorà, 2004).

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Papaleg Acoustic Duo - BACK TO MISSISSIPPI

Che il blues acustico stia vivendo in Italia una stagione positiva (finalmente!) lo dimostrano alcuni segnali importanti: formazioni acustiche ai festival e alle selezioni, dischi, e soprattutto l’intensa attività live di alcuni artisti che da anni propongono caparbiamente la loro splendida musica con chitarre acustiche e resofoniche, ukulele, armoniche unplugged e ammennicoli vari, coprendo un range stilistico che va dal ragtime al Delta blues allo stile delle North Hills. Gli amanti del blues non possono che essere contenti di questa situazione, che francamente spero duri e si stabilizzi, creando interesse nel pubblico per un sottogenere finora negletto.

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Collaborazione di lusso che risale al 2002 tra il chitarrista/vocalist Tommy McCoy e il mago dell’Hammond B3 Lucky Peterson in questo disco davvero intenso che portava il blues verso altri orizzonti. Nei 15 brani inclusi in “Lay My Demons Down” i due catturarono su disco tutta la padronanza virtuosistica degli strumenti e la straordinaria vitalità ed eccitazione delle loro performances tenute in ogni parte del globo. Registrato nei leggendari Kingsnake Studios e prodotto da Rock Bottom, fu un grandissimo successo, adesso ristampato su Blues Boulevard.

Robi Zonca non è uno di primo pelo. Ha suonato la chitarra come sideman in tanti dischi di svariati artisti italiani, e per una decina d’anni è stato nella band di un bluesman americano che in Italia è di casa, ovvero Andy J. Forest. Nel 2003 si è finalmente deciso a fare la svolta solista e ha prodotto il suo primo cd, Do you know?, seguito nel 2005 da You already know e nel 2006 da Magic box. Nel 2007 Robi dà alle stampe questo ultimo sforzo dal titolo Rebel!

Bob Cillo da Bari e Marco Del Noce da Roma hanno dato vita al progetto Dirty Trainload, un duo nu-blues (?) influenzato dalle produzioni Fat Possum, dal Delta e North Mississippi Hills blues, ma anche da un manipolo di trasgressori del rock come Suicide (prima generazione di new wave sperimentale newyorkese), Gun Club e Stooges. Bob suona la chitarra e armeggia con loop e drum machine, mentre Marco canta e suona l’armonica. I due infilano qua e là percussioni e rumori vari. Rising Rust è il loro primo disco.

Michele Lotta è noto ai blues fans italiani per essere l’armonicista e cantante dei King Biscuit Time, band messinese sulle scene dal 1993 con due ottimi album all’attivo.
Garden State è il frutto dell’amicizia e collaborazione tra Michele e il musicista americano Joe Coco, realizzato tra il New Jersey e l’Italia con la partecipazione di musicisti americani e siciliani. E si tratta del sedicesimo (!) disco insieme in meno di dieci anni: una partnership più che rodata dunque!

Ho conosciuto il chitarrista J. Sintoni verso il 2002 quando aveva formato un eclettico duo acustico, Beer Soaked Gittars ed inciso in compagnia di un altro chitarrista, Mr.Banana il cd omonimo che ebbi modo di recensire in modo positivo tra l’altro anche per il sito Blues and Blues.
Ora lo ritrovo in tutt’altra veste, titolare di un trio elettrico e di un cd, The Red Suit, uscito nell’aprile 2007, autoprodotto e forte di dodici brani originali.
J.Sintoni è un musicista di Cesena trapiantato in Toscana dove si è fatto subito conoscere nella scena blues anche grazie a due partecipazioni al Festival Blues di Pistoia; ma anche a livello internazionale le sue doti di chitarrista creativo e sfaccettato sono note.

jumpin'up - buonasera signorinaPer tutti gli appassionati del Jumpin' Jive ecco a voi il nuovo CD dei Jumpin'up.

"Buonasera Signorina" è il titolo del Cd, e vuole fare onore a tutti i compositori italiani degli anni '40 e '50 che traevano la loro ispirazione dalla musica americana e diedero le basi allo swing italiano. La playlist è fatta da classici americani ed italiani.


“KUSIWAN” nuovo cd del chitarrista argentino Gabriel Delta e i fidi Hurricanes, insieme a suo fratello di sangue e musica il batterista Fernando “Conejo” Trombetta ed al bassista Andrea Garavelli. Registrato interamente a Vercelli presso lo studio “KMP” di Paolo Baltaro il qualle ha contribuito con le sue tastiere alle registrazioni. Il mastering del disco è stato fatto presso lo studio Andres Mayo MASTERING&DVD, a cura di Fabian Prado e Andres Mayo in Buenos Aires-Argentina.

Roberto Testini, per il suo progetto musicale Caffé Espresso - blues latino made in Italy, si aggiudica l’OSCAR DEL MEDITERRANEO 2007
Gran Premio Internazionale al Merito delle Attività Artistiche, Musicali e Culturali, ”premio attribuito a insigni personalità del mondo artistico e culturale che, con la loro opera, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese e all’accrescimento della cultura artistica italiana all’estero”.
Il cd Caffè Espresso è stato trasmesso da oltre 100 emittenti radiofoniche americane, oltre che in Australia, Francia, Germania, Danimarca e Italia. Un altro premio per questo cd che si aggiunge al PREMIO SIAE 2004 come miglior progetto musicale dell’anno “per la ricercatezza e le energiche sonorità che fanno del progetto Caffé Espresso un prodotto dalle ottime qualità espressive”.

bennici_1Gai Bennici è un chitarrista agrigentino sulla scena musicale dalla fine degli anni '80: sicuramente una delle carriere più longeve nell'ambito del rock-blues siciliano. Assestatosi sulla formula del trio (i suoi accompagnatori sono Alberto Parla al basso e Angelo Spataro alla batteria), Bennici propone un rock con salde radici nel blues, collocandosi chiaramente nel solco della tradizione che da Jimi Hendrix porta a SRV ma mostrando un tocco e un approccio alla materia decisamente personale.

Abbiamo gia' parlato di Angelo Rossi e del suo blues . Conferma di quanto avevamo dedotto dai due precedenti lavori e dalle recensioni sulle riviste specializzate l'abbiamo avuta lo scorso luglio al Festival di Capo d'Orlando, dove abbiamo potuto rilevare come lo sguardo di Angelo Rossi sia attualmente rivolto verso le North Mississippi Hills, a meta' strada tra il country shack di Fred McDowell e quello di R.L. Burnside. Adesso Angelo viene fuori finalmente con un disco di brani originali (piu' una cover), dimostrando di avere davvero trovato la sua via personale al blues. Talmente personale che, ascoltando le undici tracce, non vengono facilmente in mente riferimenti precisi ad altri musicisti per descrivere la sua musica. L'unico riferimento certo e' il Mississippi, le sue pianure polverose, il suo caldo, i quartieri periferici desolati delle sue citta'. Ma che si tratti di BLUES (anche in assenza, spesso, delle classiche dodici battute) non c'e' alcun dubbio.

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