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Prima Parte
La Gibson Les Paul Junior e Les Paul TV hanno una storia vissuta all’ombra di modelli più blasonati e pregevoli. I musicisti hanno sempre preferito chitarre dalle rifiniture più accurate e dalla dotazione più ricca, spesso motivati dalla ricerca di versatilità timbrica. Tuttavia i più attenti alle vicissitudini del capriccioso mercato del vintage avranno senz’altro notato che in tempi recenti queste chitarre hanno conosciuto una importante rivalutazione. Gli esemplari originali dei modelli più ricercati e famosi sono diventati di difficile reperibilità ed hanno raggiunto quotazioni davvero inavvicinabili, dunque il mercato sembra aver riscoperto il fascino di questi modelli “minori”.
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Seconda Parte: Evoluzione e protagonisti
Durante il 1954 Gibson sperimenta una diversa finitura su cinque esemplari di Junior. Si trattava di una specie di colore giallo ocra, alquanto simile a quello usato da Fender sulle prime Telecaster. Questo colore, definito “Limed Mahogany”, lasciava piacevolmente intravedere le venature del legno sottostante assumendo l’aspetto di una finitura naturale.
Su questo colore chiaro il battipenna nero risaltava con maggiore evidenza rispetto al modello sunburst e qualcuno notò che la nuova finitura rendeva la chitarra particolarmente telegenica sugli schermi televisivi in bianco/nero dell’epoca; ciò valse a questi esemplari la denominazione di “Les Paul TV”. Un’altra teoria, più accreditata, è che “TV” era un richiamo commerciale riferito ad un popolare show televisivo di allora, regolarmente frequentato dal chitarrista Les Paul.
Leggi tutto: GIBSON LES PAUL JUNIOR, LA CENERENTOLA DI FAMIGLIA pt.II
Finalmente posso parlarvi di quella che per me è sempre stata un'icona tra tutte le chitarre della storia oltre che tra le mie preferite in assoluto.
Qualche mese fa discutevo con il mio amico Osvaldo di quanto mi attizzasse l’idea di una telecaster.
Collaborazione di lusso che risale al 2002 tra il chitarrista/vocalist Tommy McCoy e il mago dellHammond B3 Lucky Peterson in questo disco davvero intenso che portava il blues verso altri orizzonti. Nei 15 brani inclusi in Lay My Demons Down i due catturarono su disco tutta la padronanza virtuosistica degli strumenti e la straordinaria vitalità ed eccitazione delle loro performances tenute in ogni parte del globo. Registrato nei leggendari Kingsnake Studios e prodotto da Rock Bottom, fu un grandissimo successo, adesso ristampato su Blues Boulevard.
Bob Cillo da Bari e Marco Del Noce da Roma hanno dato vita al progetto Dirty Trainload, un duo nu-blues (?) influenzato dalle produzioni Fat Possum, dal Delta e North Mississippi Hills blues, ma anche da un manipolo di trasgressori del rock come Suicide (prima generazione di new wave sperimentale newyorkese), Gun Club e Stooges. Bob suona la chitarra e armeggia con loop e drum machine, mentre Marco canta e suona larmonica. I due infilano qua e là percussioni e rumori vari. Rising Rust è il loro primo disco.
Michele Lotta è noto ai blues fans italiani per essere larmonicista e cantante dei
Ho conosciuto il chitarrista J. Sintoni verso il 2002 quando aveva formato un eclettico duo acustico, Beer Soaked Gittars ed inciso in compagnia di un altro chitarrista, Mr.Banana il cd omonimo che ebbi modo di recensire in modo positivo tra laltro anche per il sito Blues and Blues.
Roberto Testini, per il suo progetto musicale Caffé Espresso - blues latino made in Italy, si aggiudica lOSCAR DEL MEDITERRANEO 2007 
Abbiamo gia' parlato di 


