Mercoledì, Settembre 08, 2010
   
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Chitarra elettrica

Gibson ES-335 Satin Finish: un pezzo di storia

Gibson ES-335 Satin FinishFinalmente posso parlarvi di quella che per me è sempre stata un'icona tra tutte le chitarre della storia oltre che tra le mie preferite in assoluto.
Dico finalmente perchè solo da pochi mesi ne possiedo una, grazie a persone che mi vogliono bene e che so che vogliono la mia felicità.
Ma veniamo a noi. Dalle recensioni lette tra le varie riviste, siti e newsgroup, oltre che dal sito ufficiale Gibson, non mi aspettavo davvero un prodotto così.
Tutti i commenti che ho potuto leggere, oltre che quelli di chi la possiede da molto, parlano di "lei" sempre benissimo, elogiandone versatilità, qualità costruttiva, e soprattutto suonabilità.

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GIBSON LES PAUL JUNIOR, LA CENERENTOLA DI FAMIGLIA

gibson les paul juniorPrima Parte

La Gibson Les Paul Junior e Les Paul TV hanno una storia vissuta all’ombra di modelli più blasonati e pregevoli. I musicisti hanno sempre preferito chitarre dalle rifiniture più accurate e dalla dotazione più ricca, spesso motivati dalla ricerca di versatilità timbrica. Tuttavia i più attenti alle vicissitudini del capriccioso mercato del vintage avranno senz’altro notato che in tempi recenti queste chitarre hanno conosciuto una importante rivalutazione. Gli esemplari originali dei modelli più ricercati e famosi sono diventati di difficile reperibilità ed hanno raggiunto quotazioni davvero inavvicinabili, dunque il mercato sembra aver riscoperto il fascino di questi modelli “minori”.

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GIBSON LES PAUL JUNIOR, LA CENERENTOLA DI FAMIGLIA pt.II

Gibson les paul yellow TVSeconda Parte: Evoluzione e protagonisti

Durante il 1954 Gibson sperimenta una diversa finitura su cinque esemplari di Junior. Si trattava di una specie di colore giallo ocra, alquanto simile a quello usato da Fender sulle prime Telecaster. Questo colore, definito “Limed Mahogany”, lasciava piacevolmente intravedere le venature del legno sottostante assumendo l’aspetto di una finitura naturale.
Su questo colore chiaro il battipenna nero risaltava con maggiore evidenza rispetto al modello sunburst e qualcuno notò che la nuova finitura rendeva la chitarra particolarmente telegenica sugli schermi televisivi in bianco/nero dell’epoca; ciò valse a questi esemplari la denominazione di “Les Paul TV”. Un’altra teoria, più accreditata, è che “TV” era un richiamo commerciale riferito ad un popolare show televisivo di allora, regolarmente frequentato dal chitarrista Les Paul.

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Telacaster thinline '72 reissue

Qualche mese fa discutevo con il mio amico Osvaldo di quanto mi attizzasse l’idea di una telecaster.
Eravamo nel suo negozio e stavo strimpellando una thinline ’72 made in Mexico. La trovavo una bella chitarra ma dal prezzo esagerato. Osvaldo mi disse in quel momento "…in effetti ti converrebbe trovarne una usata, magari della serie japponese. Erano rifinite un po’ meglio di adesso. Te lo dico per esperienza perché io una decina di anni fa ne avevo una bellissima, identica a quella che stai suonando tu adesso. Poi l’ho venduta senza motivo …si sa noi chitarristi!".
Ero rimasto talmente colpito da quella chitarra che ho cominciato a cercare in giro, ad informarmi, a spulciare i mercatini su Internet fino a che….

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Il suono alla Stevie Ray Vaughan... come fare?

Ragazzi premetto che è impensabile riuscire a ottenere il suono del maestro S.R.Vaughan... ma mi piacerebbe molto avvicinarmi x poi lavorarci su a seconda dei miei gusti.
Mi sono informato un pò qua e un pò la e ho scoperto che prima di tutto ci vorrebbe una bella fender stratocaster con delle belle corde 0.13 (incredibileeee!!) .... abbinata ad un bel Fender Super-reverb oppure un Vibroverb... insomma un Fender valvolare monocanale...

possibilmente originale dei suoi anni!! Per ingrossare il suono negli assoli fraporre tra la chitarra e l'ampli un bel TS9 Ibanez (o TS-808 ---> quello che usava S.R.V.) ... e il gioco è fatto!! Voi direte : "e le mani di S.R.V. dove le compri?????" .... avete ragione, ma infatti non pretendo di ottenere il suo suono identico ....mi basta partire da una base!! Siccome mi fa impazzire quel suono che io definisco "slapposo" .... ho deciso di comprarmi un bel Fender .... ma il problema sta proprio quà... non se ne trovano originali degli anni '60... ora vi chiedo: qualcuno sa consigliarmi dove potrei recuperarlo oppure quale comprare delle nuove versioni in commercio??? Scusate il post kilometrico!!!
Ciao, Yoghi

   

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Collaborazione di lusso che risale al 2002 tra il chitarrista/vocalist Tommy McCoy e il mago dell’Hammond B3 Lucky Peterson in questo disco davvero intenso che portava il blues verso altri orizzonti. Nei 15 brani inclusi in “Lay My Demons Down” i due catturarono su disco tutta la padronanza virtuosistica degli strumenti e la straordinaria vitalità ed eccitazione delle loro performances tenute in ogni parte del globo. Registrato nei leggendari Kingsnake Studios e prodotto da Rock Bottom, fu un grandissimo successo, adesso ristampato su Blues Boulevard.

Robi Zonca non è uno di primo pelo. Ha suonato la chitarra come sideman in tanti dischi di svariati artisti italiani, e per una decina d’anni è stato nella band di un bluesman americano che in Italia è di casa, ovvero Andy J. Forest. Nel 2003 si è finalmente deciso a fare la svolta solista e ha prodotto il suo primo cd, Do you know?, seguito nel 2005 da You already know e nel 2006 da Magic box. Nel 2007 Robi dà alle stampe questo ultimo sforzo dal titolo Rebel!

Bob Cillo da Bari e Marco Del Noce da Roma hanno dato vita al progetto Dirty Trainload, un duo nu-blues (?) influenzato dalle produzioni Fat Possum, dal Delta e North Mississippi Hills blues, ma anche da un manipolo di trasgressori del rock come Suicide (prima generazione di new wave sperimentale newyorkese), Gun Club e Stooges. Bob suona la chitarra e armeggia con loop e drum machine, mentre Marco canta e suona l’armonica. I due infilano qua e là percussioni e rumori vari. Rising Rust è il loro primo disco.

Michele Lotta è noto ai blues fans italiani per essere l’armonicista e cantante dei King Biscuit Time, band messinese sulle scene dal 1993 con due ottimi album all’attivo.
Garden State è il frutto dell’amicizia e collaborazione tra Michele e il musicista americano Joe Coco, realizzato tra il New Jersey e l’Italia con la partecipazione di musicisti americani e siciliani. E si tratta del sedicesimo (!) disco insieme in meno di dieci anni: una partnership più che rodata dunque!

Ho conosciuto il chitarrista J. Sintoni verso il 2002 quando aveva formato un eclettico duo acustico, Beer Soaked Gittars ed inciso in compagnia di un altro chitarrista, Mr.Banana il cd omonimo che ebbi modo di recensire in modo positivo tra l’altro anche per il sito Blues and Blues.
Ora lo ritrovo in tutt’altra veste, titolare di un trio elettrico e di un cd, The Red Suit, uscito nell’aprile 2007, autoprodotto e forte di dodici brani originali.
J.Sintoni è un musicista di Cesena trapiantato in Toscana dove si è fatto subito conoscere nella scena blues anche grazie a due partecipazioni al Festival Blues di Pistoia; ma anche a livello internazionale le sue doti di chitarrista creativo e sfaccettato sono note.

jumpin'up - buonasera signorinaPer tutti gli appassionati del Jumpin' Jive ecco a voi il nuovo CD dei Jumpin'up.

"Buonasera Signorina" è il titolo del Cd, e vuole fare onore a tutti i compositori italiani degli anni '40 e '50 che traevano la loro ispirazione dalla musica americana e diedero le basi allo swing italiano. La playlist è fatta da classici americani ed italiani.


“KUSIWAN” nuovo cd del chitarrista argentino Gabriel Delta e i fidi Hurricanes, insieme a suo fratello di sangue e musica il batterista Fernando “Conejo” Trombetta ed al bassista Andrea Garavelli. Registrato interamente a Vercelli presso lo studio “KMP” di Paolo Baltaro il qualle ha contribuito con le sue tastiere alle registrazioni. Il mastering del disco è stato fatto presso lo studio Andres Mayo MASTERING&DVD, a cura di Fabian Prado e Andres Mayo in Buenos Aires-Argentina.

Roberto Testini, per il suo progetto musicale Caffé Espresso - blues latino made in Italy, si aggiudica l’OSCAR DEL MEDITERRANEO 2007
Gran Premio Internazionale al Merito delle Attività Artistiche, Musicali e Culturali, ”premio attribuito a insigni personalità del mondo artistico e culturale che, con la loro opera, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese e all’accrescimento della cultura artistica italiana all’estero”.
Il cd Caffè Espresso è stato trasmesso da oltre 100 emittenti radiofoniche americane, oltre che in Australia, Francia, Germania, Danimarca e Italia. Un altro premio per questo cd che si aggiunge al PREMIO SIAE 2004 come miglior progetto musicale dell’anno “per la ricercatezza e le energiche sonorità che fanno del progetto Caffé Espresso un prodotto dalle ottime qualità espressive”.

bennici_1Gai Bennici è un chitarrista agrigentino sulla scena musicale dalla fine degli anni '80: sicuramente una delle carriere più longeve nell'ambito del rock-blues siciliano. Assestatosi sulla formula del trio (i suoi accompagnatori sono Alberto Parla al basso e Angelo Spataro alla batteria), Bennici propone un rock con salde radici nel blues, collocandosi chiaramente nel solco della tradizione che da Jimi Hendrix porta a SRV ma mostrando un tocco e un approccio alla materia decisamente personale.

Abbiamo gia' parlato di Angelo Rossi e del suo blues . Conferma di quanto avevamo dedotto dai due precedenti lavori e dalle recensioni sulle riviste specializzate l'abbiamo avuta lo scorso luglio al Festival di Capo d'Orlando, dove abbiamo potuto rilevare come lo sguardo di Angelo Rossi sia attualmente rivolto verso le North Mississippi Hills, a meta' strada tra il country shack di Fred McDowell e quello di R.L. Burnside. Adesso Angelo viene fuori finalmente con un disco di brani originali (piu' una cover), dimostrando di avere davvero trovato la sua via personale al blues. Talmente personale che, ascoltando le undici tracce, non vengono facilmente in mente riferimenti precisi ad altri musicisti per descrivere la sua musica. L'unico riferimento certo e' il Mississippi, le sue pianure polverose, il suo caldo, i quartieri periferici desolati delle sue citta'. Ma che si tratti di BLUES (anche in assenza, spesso, delle classiche dodici battute) non c'e' alcun dubbio.

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