Scritto da slidincharlie
- regolare l'altezza delle corde
- regolare l'intonazione delle ottave.
I pickup li lascerei così come sono, perchè si rischerebbe di combinare casini. Non perchè penso che non si sia in grado di farlo, ma semplicemente perchè avvitando le piccole viti che ci sono su ogni pickup o regolando l'altezza del pickup stesso, si rischierebbe poi che le corde suonino con volume diverso tra loro, oppure che suonino con volume differente i pickup al ponte ed al manico. Per fare delle misurazioni precise non è possibile fare ad occhio (o meglio ad orecchio...), ci vorrebbero degli strumenti digitali appositi.
Regolare l'altezza delle corde
E' una cosa piuttosto delicata, anche perchè è strettamente dipendente anche dalla curvatura del manico (relief), che consiglio di tenere sempre il più dritto possibile. Tale curvatura può essere regolata avvitando o svitando con una chiave il dado (o la vite) che si trova o alla fine del manico, o nella paletta.
L'altezza delle corde è soggettiva, ma se si vuole che le corde siano molto basse, bisogna stare attenti che non "friggano" e soprattuto che andando in bending (ovvero tirando le corde...) la vibrazione della corda non cessi del tutto e quindi smetta di suonare. Provare quindi a suonare bene tutte le note di tutte le corde, per verificare che suonino tutte anche in bending estremi. E' un'operazione che potrebbe richiedere tempo, ma meglio essere precisi, sono settaggi che vengono fatti molto di rado, quindi meglio farlo bene una volta piuttosto che rimetterci le mani troppo spesso, no?
Anche se una corda dovesse friggere leggermente, ma comunque anche facendo un bending continua a suonare, va bene lo stesso, ma sappiate che si perde leggermente di sustain... in pratica la corda suonata tiene la nota per meno tempo! Tutto poi dipende dal genere che si suona o dallo stile personale, ma se si suona metal (ad esempio), quindi con molta distorsione e compressione, va bene anche se friggono, mentre se si suona jazz o comunque un genere molto pulito, cercate di evitarlo il più possibile.
Personalmente, suonando molto il blues, per le mie chitarre uso un settaggio intermedio, ma in sostanza posso dire che friggono davvero molto poco. In ogni caso meglio che friggano le ultime corde che le prime (ovvero il mi cantino, il si...).
Per chitarre tipo "Les Paul", se si alza molto il ponte, consiglio di alzare anche un pochino l'attacco delle corde, questo per fare in modo di non far fare alle corde una curvatura troppo violenta, che potrebbe essere causa di rotture frequenti.
Per chitarre tipo "Stratocaster", invece, ci sono delle vitarelle aggiuntive che sostengono la singola corda, e servono per regolarne l'altezza. Questo ulteriore settaggio (che sulle chitarre tipo "Les Paul" non c'è...) è molto utile per aggirare problemi di imperfezioni sul manico e che quindi consente di avere un settaggio praticamente perfetto, alzando od abbassando singolarmente ogni singola corda a piacimento. Meglio chiaramente se le corde sono tendenzialmente tutte allo stesso livello.
Regolare l'intonazione delle ottave
E' un'operazione altrettanto delicata, e consiglio di farla con un accordatore cromatico.
L'intonazione si ottiene avvitando o svitando le piccole viti che si trovano sul ponte, e ce n'è una per ogni corda. Per intendersi, sono quelle più difficili da raggiungere! ;o)
Una buona intonazione si ottiene quando suonando una corda a vuoto e al 12° tasto otteniamo la stessa identica nota. Questo si ottiene avvitano o svitando le viti citate poc'anzi. In buona sostanza provate ad accordare perfettamente (ad esempio) il MI cantino suonandolo a vuoto. Provare poi a suonare la stessa corda ma al 12° tasto. Se l'accordatura rispetto a prima varia e la nota è stonata, allora bisogna lavorare di "vite" per spostare in avanti o all'indietro la selletta. Non appena le due note (MI a vuoto ed al 12° tasto) sono identiche, allora il gioco è fatto e si può passare alla corda successiva. Consiglio sempre di fare una prova suonando la stessa corda anche su posizioni diverse rispetto al 12° tasto. Bisogna cercare di fare in modo che ogni nota, sia sempre accordata.
Raggiungere un risultato pressochè perfetto è praticamente impossibile, quindi non bisogna dannarsi più di tanto, cercate di raggiungere il miglior risultato che riuscite a fare.
In buona sostanza è tutto, ma se avete bisogno mandatemi una mail, spero di potervi aiutare in qualche modo!
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- Tommy McCoy & Lucky Peterson
- ROBI ZONCA AND HIS BAND - Rebel!
- DIRTY TRAINLOAD - Rising Rust
- Joe Coco & Michele Lotta - GARDEN STATE
- J. Sintoni: The Red Suit
- Jumpinup - Buonasera Signorina
- GABRIEL DELTA - Sangre Latina, Alma Blues
- Roberto Testini si aggiudica lOscar del Mediterraneo 2007
- GAI BENNICI - Live cd + dvd
- ANGELO LEADBELLY ROSSI - I dont want to take nothing with me when Im gone
Collaborazione di lusso che risale al 2002 tra il chitarrista/vocalist Tommy McCoy e il mago dellHammond B3 Lucky Peterson in questo disco davvero intenso che portava il blues verso altri orizzonti. Nei 15 brani inclusi in Lay My Demons Down i due catturarono su disco tutta la padronanza virtuosistica degli strumenti e la straordinaria vitalità ed eccitazione delle loro performances tenute in ogni parte del globo. Registrato nei leggendari Kingsnake Studios e prodotto da Rock Bottom, fu un grandissimo successo, adesso ristampato su Blues Boulevard.
Robi Zonca non è uno di primo pelo. Ha suonato la chitarra come sideman in tanti dischi di svariati artisti italiani, e per una decina danni è stato nella band di un bluesman americano che in Italia è di casa, ovvero Andy J. Forest. Nel 2003 si è finalmente deciso a fare la svolta solista e ha prodotto il suo primo cd, Do you know?, seguito nel 2005 da You already know e nel 2006 da Magic box. Nel 2007 Robi dà alle stampe questo ultimo sforzo dal titolo Rebel!
Bob Cillo da Bari e Marco Del Noce da Roma hanno dato vita al progetto Dirty Trainload, un duo nu-blues (?) influenzato dalle produzioni Fat Possum, dal Delta e North Mississippi Hills blues, ma anche da un manipolo di trasgressori del rock come Suicide (prima generazione di new wave sperimentale newyorkese), Gun Club e Stooges. Bob suona la chitarra e armeggia con loop e drum machine, mentre Marco canta e suona larmonica. I due infilano qua e là percussioni e rumori vari. Rising Rust è il loro primo disco.
Michele Lotta è noto ai blues fans italiani per essere larmonicista e cantante dei King Biscuit Time, band messinese sulle scene dal 1993 con due ottimi album allattivo.
Garden State è il frutto dellamicizia e collaborazione tra Michele e il musicista americano Joe Coco, realizzato tra il New Jersey e lItalia con la partecipazione di musicisti americani e siciliani. E si tratta del sedicesimo (!) disco insieme in meno di dieci anni: una partnership più che rodata dunque!
Ho conosciuto il chitarrista J. Sintoni verso il 2002 quando aveva formato un eclettico duo acustico, Beer Soaked Gittars ed inciso in compagnia di un altro chitarrista, Mr.Banana il cd omonimo che ebbi modo di recensire in modo positivo tra laltro anche per il sito Blues and Blues.
Ora lo ritrovo in tuttaltra veste, titolare di un trio elettrico e di un cd, The Red Suit, uscito nellaprile 2007, autoprodotto e forte di dodici brani originali.
J.Sintoni è un musicista di Cesena trapiantato in Toscana dove si è fatto subito conoscere nella scena blues anche grazie a due partecipazioni al Festival Blues di Pistoia; ma anche a livello internazionale le sue doti di chitarrista creativo e sfaccettato sono note.
Per tutti gli appassionati del Jumpin' Jive ecco a voi il nuovo CD dei Jumpin'up.
"Buonasera Signorina" è il titolo del Cd, e vuole fare onore a tutti i compositori italiani degli anni '40 e '50 che traevano la loro ispirazione dalla musica americana e diedero le basi allo swing italiano. La playlist è fatta da classici americani ed italiani.
KUSIWAN nuovo cd del chitarrista argentino Gabriel Delta e i fidi Hurricanes, insieme a suo fratello di sangue e musica il batterista Fernando Conejo Trombetta ed al bassista Andrea Garavelli. Registrato interamente a Vercelli presso lo studio KMP di Paolo Baltaro il qualle ha contribuito con le sue tastiere alle registrazioni. Il mastering del disco è stato fatto presso lo studio Andres Mayo MASTERING&DVD, a cura di Fabian Prado e Andres Mayo in Buenos Aires-Argentina.
Roberto Testini, per il suo progetto musicale Caffé Espresso - blues latino made in Italy, si aggiudica lOSCAR DEL MEDITERRANEO 2007
Gran Premio Internazionale al Merito delle Attività Artistiche, Musicali e Culturali, premio attribuito a insigni personalità del mondo artistico e culturale che, con la loro opera, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese e allaccrescimento della cultura artistica italiana allestero.
Il cd Caffè Espresso è stato trasmesso da oltre 100 emittenti radiofoniche americane, oltre che in Australia, Francia, Germania, Danimarca e Italia. Un altro premio per questo cd che si aggiunge al PREMIO SIAE 2004 come miglior progetto musicale dellanno per la ricercatezza e le energiche sonorità che fanno del progetto Caffé Espresso un prodotto dalle ottime qualità espressive.
Gai Bennici è un chitarrista agrigentino sulla scena musicale dalla fine degli anni '80: sicuramente una delle carriere più longeve nell'ambito del rock-blues siciliano. Assestatosi sulla formula del trio (i suoi accompagnatori sono Alberto Parla al basso e Angelo Spataro alla batteria), Bennici propone un rock con salde radici nel blues, collocandosi chiaramente nel solco della tradizione che da Jimi Hendrix porta a SRV ma mostrando un tocco e un approccio alla materia decisamente personale.
Abbiamo gia' parlato di Angelo Rossi e del suo blues . Conferma di quanto avevamo dedotto dai due precedenti lavori e dalle recensioni sulle riviste specializzate l'abbiamo avuta lo scorso luglio al Festival di Capo d'Orlando, dove abbiamo potuto rilevare come lo sguardo di Angelo Rossi sia attualmente rivolto verso le North Mississippi Hills, a meta' strada tra il country shack di Fred McDowell e quello di R.L. Burnside. Adesso Angelo viene fuori finalmente con un disco di brani originali (piu' una cover), dimostrando di avere davvero trovato la sua via personale al blues. Talmente personale che, ascoltando le undici tracce, non vengono facilmente in mente riferimenti precisi ad altri musicisti per descrivere la sua musica. L'unico riferimento certo e' il Mississippi, le sue pianure polverose, il suo caldo, i quartieri periferici desolati delle sue citta'. Ma che si tratti di BLUES (anche in assenza, spesso, delle classiche dodici battute) non c'e' alcun dubbio. 


