Scritto da slidincharlie
Gli ampli Fender della serie tweed , prodotti tra il 1947 e il 1959 in vari modelli (dal minuscolo Champ al poderoso Twin) sono il santo Graal di coloro che amano un certo suono dannata ricco e splendidamente saturo, tanto che oggi alcuni produttori di boutique amps (ad es. Victoria), ne producono delle repliche di alta qualità (e prezzo corrispondente!). Alcuni dei Fender in questione, come il Deluxe (15W, 1x12) o il Bassman (40W, 4x10), rappresentano per molti la strada obbligata per ottenere un vero blues tone.
La Fender ha prodotto nei primi anni 90 una linea di ampli che riprendevano laspetto estetico dei tweed, pur non essendo delle repliche (a parte il Bassman 59 reissue). Tra questi il Blues Deville, un ampli da 60W in configurazione 2x12 o 4x10, e il fratello minore Blues Deluxe da 40W (1x12), che nonostante la differente potenza condividevano lo stesso circuito. Io ho posseduto il Blues Deville per qualche anno, e gli ho fatto alcune modifiche estetiche e circuitali per migliorarlo (che possono essere fatte tali e quali anche al Blues Deluxe). Le descrivo, sperando che possano essere utili a qualcun altro.
Estetica
Per dargli laria vissuta di un tweed dannata (date anche unocchiata a quelli ritratti nella Fender Field Guide), dopo avere smontato o protetto con nastro adesivo di carta tutto lhardware, ho dato tre mani di gommalacca, seguite da una mano di vernice poliuretanica trasparente satinata per protezione. Con quattro o cinque mani di gommalacca sembrerà che il vostro ampli abbia frequentato per mezzo secolo i blues bar più fumosi di Texas e Louisiana! ;-)
Circuito
1) Il Blues Deville non possiede un potenziometro per la regolazione del bias. Per potere procedere a tale regolazione (senzaltro consigliabile ad ogni cambio di valvole finali, e comunque necessaria se si vuole essere certi che le valvole finali vengano spremute per benino senza però rischiarne la morte prematura), ho fatto una piccola modifica con laiuto di un tizio americano che dispensa consigli sul Fender Forum e che qui ringrazio: Steve Dallman.
Allora: cercate la resistenza R87, che ha un capo collegato a massa e laltro collegato a R53 e R54. Sostituite R87 con una piccola rete costituita da un trimmer multigiri da 25 o 35 kΩ e da una resistenza da 15 kΩ 1/2W. Questultima va messa tra il piedino n.1 del trimmer e la massa, e serve per preservare le valvole in caso di rottura del trimmer stesso. Interrompete la traccia che porta da R87 verso R53 e R54 un po prima della biforcazione che porta a queste ultime. Saldate il piedino n.3 del trimmer dove prima stava il capo non a massa di R87. Collegate con un filo (ovviamente isolato) il piedino centrale (n.2) del trimmer alla giunzione di R53 e R54.
Il trimmer lho reso più stabile con un blob di silicone (non mi fidavo delle sole saldature). La modifica è facile, ma è meglio farla eseguire da un tecnico, visto che non è facilissimo mettere le mani su un circuito stampato.
La foto qui sotto illustra il trimmer (freccia rossa) e il filo che va verso R53 e R54 (freccia verde). Se avrete laccortezza di scegliere un trimmer con la vite sul lato lungo anziché su quello corto, la regolazione del bias risulterà più facile. 
2) Unaltra modifica mi ha consentito di avere bassi meno rimbombanti (prima della modifica tenevo la manopola dei bassi sul 2!) e un volume più controllabile. Ho sostituito la valvola V3 (cioè lultima 12AX7 prima delle valvole finali) con una 12AT7, e ho sostituito il condensatore C1 (22μF/25V) con uno da 1 μF/25V (anche 35 o 50V andrà bene). Si tratta di un condensatore elettrolitico, quindi occhio alla polarità! Il miglioramento è stato notevole.
Ovviamente lunica limitazione ad ulteriori modifiche è il portafoglio: cambiare valvole o addirittura coni può portare sicuri benefici (come in tutti gli ampli del resto). Comunque anche con queste (relativamente) piccole migliorie, il Blues Deville si è rivelato unottima blues machine! La potenza elevata (a cui corrisponde un peso considerevole) ne consente luso allaperto senza problemi, anche se lo rende poco sfruttabile in sala prove o su piccoli palchi al chiuso. Il tono tende ad essere troppo ricco di alti, che quindi vanno opportunamente attenuati con la relativa manopola. Montando le Philips JAN 6L6WGB (per le quali la regolazione del bias è assolutamente necessaria) ho abbassato la soglia del pulito, riuscendo ad ottenere una bella distorsione ad un volume accettabile.
Carlo slidincharlie Pipitone
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- Tommy McCoy & Lucky Peterson
- ROBI ZONCA AND HIS BAND - Rebel!
- DIRTY TRAINLOAD - Rising Rust
- Joe Coco & Michele Lotta - GARDEN STATE
- J. Sintoni: The Red Suit
- Jumpinup - Buonasera Signorina
- GABRIEL DELTA - Sangre Latina, Alma Blues
- Roberto Testini si aggiudica lOscar del Mediterraneo 2007
- GAI BENNICI - Live cd + dvd
- ANGELO LEADBELLY ROSSI - I dont want to take nothing with me when Im gone
Collaborazione di lusso che risale al 2002 tra il chitarrista/vocalist Tommy McCoy e il mago dellHammond B3 Lucky Peterson in questo disco davvero intenso che portava il blues verso altri orizzonti. Nei 15 brani inclusi in Lay My Demons Down i due catturarono su disco tutta la padronanza virtuosistica degli strumenti e la straordinaria vitalità ed eccitazione delle loro performances tenute in ogni parte del globo. Registrato nei leggendari Kingsnake Studios e prodotto da Rock Bottom, fu un grandissimo successo, adesso ristampato su Blues Boulevard.
Robi Zonca non è uno di primo pelo. Ha suonato la chitarra come sideman in tanti dischi di svariati artisti italiani, e per una decina danni è stato nella band di un bluesman americano che in Italia è di casa, ovvero Andy J. Forest. Nel 2003 si è finalmente deciso a fare la svolta solista e ha prodotto il suo primo cd, Do you know?, seguito nel 2005 da You already know e nel 2006 da Magic box. Nel 2007 Robi dà alle stampe questo ultimo sforzo dal titolo Rebel!
Bob Cillo da Bari e Marco Del Noce da Roma hanno dato vita al progetto Dirty Trainload, un duo nu-blues (?) influenzato dalle produzioni Fat Possum, dal Delta e North Mississippi Hills blues, ma anche da un manipolo di trasgressori del rock come Suicide (prima generazione di new wave sperimentale newyorkese), Gun Club e Stooges. Bob suona la chitarra e armeggia con loop e drum machine, mentre Marco canta e suona larmonica. I due infilano qua e là percussioni e rumori vari. Rising Rust è il loro primo disco.
Michele Lotta è noto ai blues fans italiani per essere larmonicista e cantante dei King Biscuit Time, band messinese sulle scene dal 1993 con due ottimi album allattivo.
Garden State è il frutto dellamicizia e collaborazione tra Michele e il musicista americano Joe Coco, realizzato tra il New Jersey e lItalia con la partecipazione di musicisti americani e siciliani. E si tratta del sedicesimo (!) disco insieme in meno di dieci anni: una partnership più che rodata dunque!
Ho conosciuto il chitarrista J. Sintoni verso il 2002 quando aveva formato un eclettico duo acustico, Beer Soaked Gittars ed inciso in compagnia di un altro chitarrista, Mr.Banana il cd omonimo che ebbi modo di recensire in modo positivo tra laltro anche per il sito Blues and Blues.
Ora lo ritrovo in tuttaltra veste, titolare di un trio elettrico e di un cd, The Red Suit, uscito nellaprile 2007, autoprodotto e forte di dodici brani originali.
J.Sintoni è un musicista di Cesena trapiantato in Toscana dove si è fatto subito conoscere nella scena blues anche grazie a due partecipazioni al Festival Blues di Pistoia; ma anche a livello internazionale le sue doti di chitarrista creativo e sfaccettato sono note.
Per tutti gli appassionati del Jumpin' Jive ecco a voi il nuovo CD dei Jumpin'up.
"Buonasera Signorina" è il titolo del Cd, e vuole fare onore a tutti i compositori italiani degli anni '40 e '50 che traevano la loro ispirazione dalla musica americana e diedero le basi allo swing italiano. La playlist è fatta da classici americani ed italiani.
KUSIWAN nuovo cd del chitarrista argentino Gabriel Delta e i fidi Hurricanes, insieme a suo fratello di sangue e musica il batterista Fernando Conejo Trombetta ed al bassista Andrea Garavelli. Registrato interamente a Vercelli presso lo studio KMP di Paolo Baltaro il qualle ha contribuito con le sue tastiere alle registrazioni. Il mastering del disco è stato fatto presso lo studio Andres Mayo MASTERING&DVD, a cura di Fabian Prado e Andres Mayo in Buenos Aires-Argentina.
Roberto Testini, per il suo progetto musicale Caffé Espresso - blues latino made in Italy, si aggiudica lOSCAR DEL MEDITERRANEO 2007
Gran Premio Internazionale al Merito delle Attività Artistiche, Musicali e Culturali, premio attribuito a insigni personalità del mondo artistico e culturale che, con la loro opera, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese e allaccrescimento della cultura artistica italiana allestero.
Il cd Caffè Espresso è stato trasmesso da oltre 100 emittenti radiofoniche americane, oltre che in Australia, Francia, Germania, Danimarca e Italia. Un altro premio per questo cd che si aggiunge al PREMIO SIAE 2004 come miglior progetto musicale dellanno per la ricercatezza e le energiche sonorità che fanno del progetto Caffé Espresso un prodotto dalle ottime qualità espressive.
Gai Bennici è un chitarrista agrigentino sulla scena musicale dalla fine degli anni '80: sicuramente una delle carriere più longeve nell'ambito del rock-blues siciliano. Assestatosi sulla formula del trio (i suoi accompagnatori sono Alberto Parla al basso e Angelo Spataro alla batteria), Bennici propone un rock con salde radici nel blues, collocandosi chiaramente nel solco della tradizione che da Jimi Hendrix porta a SRV ma mostrando un tocco e un approccio alla materia decisamente personale.
Abbiamo gia' parlato di Angelo Rossi e del suo blues . Conferma di quanto avevamo dedotto dai due precedenti lavori e dalle recensioni sulle riviste specializzate l'abbiamo avuta lo scorso luglio al Festival di Capo d'Orlando, dove abbiamo potuto rilevare come lo sguardo di Angelo Rossi sia attualmente rivolto verso le North Mississippi Hills, a meta' strada tra il country shack di Fred McDowell e quello di R.L. Burnside. Adesso Angelo viene fuori finalmente con un disco di brani originali (piu' una cover), dimostrando di avere davvero trovato la sua via personale al blues. Talmente personale che, ascoltando le undici tracce, non vengono facilmente in mente riferimenti precisi ad altri musicisti per descrivere la sua musica. L'unico riferimento certo e' il Mississippi, le sue pianure polverose, il suo caldo, i quartieri periferici desolati delle sue citta'. Ma che si tratti di BLUES (anche in assenza, spesso, delle classiche dodici battute) non c'e' alcun dubbio. 


