Mercoledì, Settembre 08, 2010
   
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Louis Jordan - Dal Jump Blues al Rock & Roll

louis jordanIl più grande mito della musica popolare moderna dice che quella cosa nota come "rock'n'roll" fu inventata di punto in bianco da un mucchio di "copiatori" bianchi del Sud in un piccolo studio di registrazione di Memphis all'inizio degli anni '50.
Sebbene l'evoluzione del R'n'R sia molto più complessa di quanto non possa essere sintetizzato qui, bisogna pur dire che se c'è qualcuno che può essere ritenuto responsabile di questo straordinario sviluppo musicale, costui è il grande maestro del jump blues Louis Jordan.

Grazie ad uno spettacolo dedicato al suo stile - ormai da tempo replicato a Londra e New York, e presto in scena a Melbourne -, ad una canzone ("Beans and Cornbread") inserita nella colonna sonora del film di Spike Lee Malcolm X, e ad una pletora di recenti ripubblicazioni di materiale suo più o meno noto, finalmente l'importanza di Jordan comincia ad essere più ampiamente riconosciuta.
Nato in Arkansas nel 1908, Jordan si unì ai Black Foot Minstrels all'età di 12 anni. Suonò con la grande cantante blues Ma Rainey, e imparò molto da lei. Quindi studiò musica all'Arkansas Baptist College ed entrò nella Charlie Gaines Orchestra, che accompagnò Louis Armstrong nelle incisioni del 1932.



Suonò il sax alto nel 1936 nella big band di Chick Webb, che allora ospitava l'appena scoperta nuova stella Ella Fitzgerald. Deciso a diventare lui stesso un cantante, Jordan abbandonò Webb nel 1938 e formò quelli che sarebbero diventati i Tympany Five (che in realtà contenevano di rado meno di sette elementi).
La musica di Jordan, derivata dallo swing, enfatizzava uno stile blues up-tempo caratterizzato da frenetici assolo di sax, ritmi ballabili, scherzi e battute di grande presa sul pubblico e testi piuttosto leggeri. Jordan aprì la strada ai piccoli gruppi, che fu un fattore determinante per lo sviluppo di ciò che sarebbe stato noto all'inizio come jump blues, quindi rhythm and blues e infine, con leggere modifiche e il successo presso il pubblico bianco, rock'n'roll.
Il R&B acquistò popolarità nei primi anni '40 nel bel mezzo di una forte radicalizzazione delle comunità afroamericane urbane. Si sviluppò in parallelo alla rivoluzione bebop nel campo del jazz. Entrambe le correnti vennero fuori in seguito alla frustrazione del pubblico e dei musicisti causata dalle big band di swing, ormai annacquate e commercializzate dall'industria discografica. Il bebop cercò di soddisfare i bisogni degli afroamericani per ciò che riguardava l'espressione creativa, mentre il R&B si rivolse al loro desiderio di dimenticare il quotidiano sfinimento nelle fabbriche e di divertirsi.

Nel 1941 il governo degli Stati Uniti fu obbligato, dopo le minacce di una marcia di protesta su Washington, a mettere fuorilegge la discriminazione attuata dalle ditte che avevano contratti governativi. Ci furono rivolte in molte città durante il 1942 e '43. Si sviluppò un forte movimento che enfatizzava l'orgoglio e la presa di identità razziale. Il primo grande successo di Jordan - "I'm Gonna Move To The Outskirts Of Town" - arrivò all'inizio del 1942, proprio quando a Detroit esplodeva una rivolta contro le aggressioni razziste nei confronti delle famiglie nere che stavano tentando di cambiare la loro zona di residenza.
Jordan divenne il musicista nero di maggior successo degli anni '40. Tra il '42 e il '52 piazzò oltre 50 brani nella Top Ten R&B (la classifica "race"), tra cui diciotto numeri 1, tutti per la Decca. Diciannove canzoni raggiunsero la classifica pop bianca.
Il periodo della Seconda Guerra Mondiale segnò il maggior successo per Louis Jordan. Una serie di sue canzoni dipinsero il cinismo degli afroamericani nei confronti dei sacrifici che stavano facendo nella "guerra per le democrazia" combattuta dal loro paese - “Ration Blues” del 1943, “GI Jive” e “You Can't Get That No More” del 1944 -, ed ebbero successo anche presso la gioventù bianca. "Ration Blues" raggiunse l'11° posto nella pop chart e "GI Jive" il 1°. La Decca nel 1946 spostò Jordan in una sua etichetta pop (non più quindi dedicata al solo pubblico nero), e lui salì immediatamente in cima alla classifica con “Choo Choo Ch'Boogie” per restarci sei mesi (18 settimane come n. 1).
Al contrario di molti artisti pop neri del periodo, che cantavano canzoni "bianche" nello stile dei cantanti bianchi, Jordan e i Tympany Five avevano uno stile assolutamente nero e cantavano nello slang "jive" usando testi basati su soggetti con cui i milioni di lavoratori neri immigrati dalle campagne del Sud potevano identificarsi.
Canzoni come “Beans and Cornbread”, “Ain't Nobody Here But Us Chickens”, “Saturday Night Fish Fry”, “Barnyard Boogie” e “Blue Light Boogie” rivelavano un umoristico orgoglio nero di cultura, identità ed esperienze.

Louis Jordan and the Tympany Five

Louis Jordan ha scritto o reso popolari brani che ora sono considerati classici del R'n'R come “Caledonia” (1945), “Let the Good Times Roll” (1946), “Choo Choo Ch'Boogie” (1946) e “Is You Is or Is You Ain't My Baby” (1943). Non ci sorprende sapere che un oscuro artista hillbilly di nome Bill Haley abbia studiato a fondo il sound dei Tympany Five, specialmente “Choo Choo Ch'Boogie”. Lo stile di Haley, spesso definito l'"inventore" del R'n'R, e dei suoi Comets era stato ulteriormente rifinito dallo stesso produttore di Jordan, Milt Gabler.

Dopo aver lasciato la Decca nel '54, quando la compagnia decise che lui non avrebbe più sfornato successi, Jordan incise per Aladdin, RCA, Mercury, Tangerine, e Black and Blue. Il che ci porta ai suoi brani RCA raccolti in Rock 'n' Roll Call. Questi 12 brani, incisi nel '55 e '56, sono belli e coinvolgenti, tranne una vera "schifezza" dal titolo “Whatever Lola Wants”.
Eppure questi brani non raggiungono il livello di quelli incisi per la Decca, né di quelli del 1956-'58 per la Mercury.

Le canzoni RCA non hanno la spontaneità e la vicinanza alle radici degli altri brani.
Louis Jordan morì nel 1975. Per oltre un decennio la sua enorme influenza sulla musica popolare fu praticamente dimenticata. Con la recente rinascita dell'interesse nei suoi confronti, il ruolo centrale di Jordan nella storia del R'n'R è stato finalmente riconosciuto.

video youtube

Articolo di Norm Dixon
traduzione di Carlo Pipitone

Collaborazione di lusso che risale al 2002 tra il chitarrista/vocalist Tommy McCoy e il mago dell’Hammond B3 Lucky Peterson in questo disco davvero intenso che portava il blues verso altri orizzonti. Nei 15 brani inclusi in “Lay My Demons Down” i due catturarono su disco tutta la padronanza virtuosistica degli strumenti e la straordinaria vitalità ed eccitazione delle loro performances tenute in ogni parte del globo. Registrato nei leggendari Kingsnake Studios e prodotto da Rock Bottom, fu un grandissimo successo, adesso ristampato su Blues Boulevard.

Robi Zonca non è uno di primo pelo. Ha suonato la chitarra come sideman in tanti dischi di svariati artisti italiani, e per una decina d’anni è stato nella band di un bluesman americano che in Italia è di casa, ovvero Andy J. Forest. Nel 2003 si è finalmente deciso a fare la svolta solista e ha prodotto il suo primo cd, Do you know?, seguito nel 2005 da You already know e nel 2006 da Magic box. Nel 2007 Robi dà alle stampe questo ultimo sforzo dal titolo Rebel!

Bob Cillo da Bari e Marco Del Noce da Roma hanno dato vita al progetto Dirty Trainload, un duo nu-blues (?) influenzato dalle produzioni Fat Possum, dal Delta e North Mississippi Hills blues, ma anche da un manipolo di trasgressori del rock come Suicide (prima generazione di new wave sperimentale newyorkese), Gun Club e Stooges. Bob suona la chitarra e armeggia con loop e drum machine, mentre Marco canta e suona l’armonica. I due infilano qua e là percussioni e rumori vari. Rising Rust è il loro primo disco.

Michele Lotta è noto ai blues fans italiani per essere l’armonicista e cantante dei King Biscuit Time, band messinese sulle scene dal 1993 con due ottimi album all’attivo.
Garden State è il frutto dell’amicizia e collaborazione tra Michele e il musicista americano Joe Coco, realizzato tra il New Jersey e l’Italia con la partecipazione di musicisti americani e siciliani. E si tratta del sedicesimo (!) disco insieme in meno di dieci anni: una partnership più che rodata dunque!

Ho conosciuto il chitarrista J. Sintoni verso il 2002 quando aveva formato un eclettico duo acustico, Beer Soaked Gittars ed inciso in compagnia di un altro chitarrista, Mr.Banana il cd omonimo che ebbi modo di recensire in modo positivo tra l’altro anche per il sito Blues and Blues.
Ora lo ritrovo in tutt’altra veste, titolare di un trio elettrico e di un cd, The Red Suit, uscito nell’aprile 2007, autoprodotto e forte di dodici brani originali.
J.Sintoni è un musicista di Cesena trapiantato in Toscana dove si è fatto subito conoscere nella scena blues anche grazie a due partecipazioni al Festival Blues di Pistoia; ma anche a livello internazionale le sue doti di chitarrista creativo e sfaccettato sono note.

jumpin'up - buonasera signorinaPer tutti gli appassionati del Jumpin' Jive ecco a voi il nuovo CD dei Jumpin'up.

"Buonasera Signorina" è il titolo del Cd, e vuole fare onore a tutti i compositori italiani degli anni '40 e '50 che traevano la loro ispirazione dalla musica americana e diedero le basi allo swing italiano. La playlist è fatta da classici americani ed italiani.


“KUSIWAN” nuovo cd del chitarrista argentino Gabriel Delta e i fidi Hurricanes, insieme a suo fratello di sangue e musica il batterista Fernando “Conejo” Trombetta ed al bassista Andrea Garavelli. Registrato interamente a Vercelli presso lo studio “KMP” di Paolo Baltaro il qualle ha contribuito con le sue tastiere alle registrazioni. Il mastering del disco è stato fatto presso lo studio Andres Mayo MASTERING&DVD, a cura di Fabian Prado e Andres Mayo in Buenos Aires-Argentina.

Roberto Testini, per il suo progetto musicale Caffé Espresso - blues latino made in Italy, si aggiudica l’OSCAR DEL MEDITERRANEO 2007
Gran Premio Internazionale al Merito delle Attività Artistiche, Musicali e Culturali, ”premio attribuito a insigni personalità del mondo artistico e culturale che, con la loro opera, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese e all’accrescimento della cultura artistica italiana all’estero”.
Il cd Caffè Espresso è stato trasmesso da oltre 100 emittenti radiofoniche americane, oltre che in Australia, Francia, Germania, Danimarca e Italia. Un altro premio per questo cd che si aggiunge al PREMIO SIAE 2004 come miglior progetto musicale dell’anno “per la ricercatezza e le energiche sonorità che fanno del progetto Caffé Espresso un prodotto dalle ottime qualità espressive”.

bennici_1Gai Bennici è un chitarrista agrigentino sulla scena musicale dalla fine degli anni '80: sicuramente una delle carriere più longeve nell'ambito del rock-blues siciliano. Assestatosi sulla formula del trio (i suoi accompagnatori sono Alberto Parla al basso e Angelo Spataro alla batteria), Bennici propone un rock con salde radici nel blues, collocandosi chiaramente nel solco della tradizione che da Jimi Hendrix porta a SRV ma mostrando un tocco e un approccio alla materia decisamente personale.

Abbiamo gia' parlato di Angelo Rossi e del suo blues . Conferma di quanto avevamo dedotto dai due precedenti lavori e dalle recensioni sulle riviste specializzate l'abbiamo avuta lo scorso luglio al Festival di Capo d'Orlando, dove abbiamo potuto rilevare come lo sguardo di Angelo Rossi sia attualmente rivolto verso le North Mississippi Hills, a meta' strada tra il country shack di Fred McDowell e quello di R.L. Burnside. Adesso Angelo viene fuori finalmente con un disco di brani originali (piu' una cover), dimostrando di avere davvero trovato la sua via personale al blues. Talmente personale che, ascoltando le undici tracce, non vengono facilmente in mente riferimenti precisi ad altri musicisti per descrivere la sua musica. L'unico riferimento certo e' il Mississippi, le sue pianure polverose, il suo caldo, i quartieri periferici desolati delle sue citta'. Ma che si tratti di BLUES (anche in assenza, spesso, delle classiche dodici battute) non c'e' alcun dubbio.

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