Scritto da joeguitar
Pickup
I pickup Stephens Design P13 sono una fedele riproduzione dei primi P13 Gibson. I pickup P13 non sono molto conosciuti al di fuori della cerchia dei chitarristi blues e jump-swing che li hanno sulle loro Harmony archtop d'annata. Questi pickup apparvero inizialmente sulle prime Gibson laptop e su alcune archtop, ma non arrivarono ad una grande diffusione a causa del blocco della produzione imposto alla Gibson dalla seconda guerra mondiale. Dopo la guerra questo pickup fu ridisegnato per renderne piu' facile la costruzione e divenne il famoso P90. Lo stock di P13 rimasto inutilizzato fu venduto alla Harmony, e anzi Gibson continuo' a produrre i P13 per la Harmony ancora per qualche anno.

Quale e' la differenza tra un P90 e un P13? Il filo del P13 era avvolto attorno ad un nucleo di acciaio piu' alto di quello del P90; il sopra e il sotto della bobina erano fatti di carta; il P90 usa invece una bobina di plastica piu' corta e senza acciaio dentro l'avvolgimento.
Sia il P13 che il P90 usavano ciascuno due magneti della stessa dimensione di quelli di un humbucker. Dato che le bobine del P13 erano fatte di carta, l'avvolgimento era molto piu' alto che in un P90, il che produce un tono piu' brillante a aggressivo. Ma il nucleo di acciaio allo stesso tempo scurisce il suono: il risultato e' un suono bello grosso ma con una componente di presenza brillante. Quando si abbassa il volume questo pickup produce un tono stile Charlie Christian, perche' l'acciaio agisce come una lama, e infatti se si rimuovono le viti dei sei poli il pickup lavora come un modello a lama (blade pickup).
Furono fatte diverse versioni del P13. Le prime avevano una lama spessa sotto la copertura, le successive avevano una lama spessa con le sei viti avvitate dentro, e le ultime infine avevano una base di ottone e usavano un magnete da humbucker come unico polo a barra per consentire una costruzione molto piu' semplice.
Queste versioni suonavano in modo differente; la piu' popolare presso i musicisti blues rimane quella con le sei viti sopra. Una delle primissime versioni aveva la lama con delle incisioni come il modello Charlie Christian, una per ogni corda. Dave Stephens ha ricreato con precisione il P13 ma senza la copertura metallica; questo pickup si adatta perfettamente alla copertura di un P90 a saponetta (soap bar) o con le orecchie (dog ear), percio' potra' essere installato senza problemi in qualsiasi chitarra che monta di serie i P90. Questi pickup suonano alla grande. Una loro caratteristica unica e' che si possono alzare le viti dei poli senza perdere volume.
Un set di P13 SD, fatti a mano con parti interamente costruite da Dave stesso, costa 350$. Un vero prodotto di artigianato americano. I pickup sono coperti da garanzia che assicura una sostituzione o un riavvolgimento gratis in caso di malfunzionamento. Nessun altro al mondo produce i P13: le recenti riedizioni di chitarre Harmony montano pickup simili nell'aspetto ma del tutto diversi nel suono. Qui ci sono le foto dei P13 originali che ho usato come modello per il mio progetto, e una foto che mostra come il mio pickup e' lavorato usando magneti in alnico in puro stile vintage.
Sito internet: http://www.sdpickups.com/
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- Tommy McCoy & Lucky Peterson
- ROBI ZONCA AND HIS BAND - Rebel!
- DIRTY TRAINLOAD - Rising Rust
- Joe Coco & Michele Lotta - GARDEN STATE
- J. Sintoni: The Red Suit
- Jumpinup - Buonasera Signorina
- GABRIEL DELTA - Sangre Latina, Alma Blues
- Roberto Testini si aggiudica lOscar del Mediterraneo 2007
- GAI BENNICI - Live cd + dvd
- ANGELO LEADBELLY ROSSI - I dont want to take nothing with me when Im gone
Collaborazione di lusso che risale al 2002 tra il chitarrista/vocalist Tommy McCoy e il mago dellHammond B3 Lucky Peterson in questo disco davvero intenso che portava il blues verso altri orizzonti. Nei 15 brani inclusi in Lay My Demons Down i due catturarono su disco tutta la padronanza virtuosistica degli strumenti e la straordinaria vitalità ed eccitazione delle loro performances tenute in ogni parte del globo. Registrato nei leggendari Kingsnake Studios e prodotto da Rock Bottom, fu un grandissimo successo, adesso ristampato su Blues Boulevard.
Robi Zonca non è uno di primo pelo. Ha suonato la chitarra come sideman in tanti dischi di svariati artisti italiani, e per una decina danni è stato nella band di un bluesman americano che in Italia è di casa, ovvero Andy J. Forest. Nel 2003 si è finalmente deciso a fare la svolta solista e ha prodotto il suo primo cd, Do you know?, seguito nel 2005 da You already know e nel 2006 da Magic box. Nel 2007 Robi dà alle stampe questo ultimo sforzo dal titolo Rebel!
Bob Cillo da Bari e Marco Del Noce da Roma hanno dato vita al progetto Dirty Trainload, un duo nu-blues (?) influenzato dalle produzioni Fat Possum, dal Delta e North Mississippi Hills blues, ma anche da un manipolo di trasgressori del rock come Suicide (prima generazione di new wave sperimentale newyorkese), Gun Club e Stooges. Bob suona la chitarra e armeggia con loop e drum machine, mentre Marco canta e suona larmonica. I due infilano qua e là percussioni e rumori vari. Rising Rust è il loro primo disco.
Michele Lotta è noto ai blues fans italiani per essere larmonicista e cantante dei King Biscuit Time, band messinese sulle scene dal 1993 con due ottimi album allattivo.
Garden State è il frutto dellamicizia e collaborazione tra Michele e il musicista americano Joe Coco, realizzato tra il New Jersey e lItalia con la partecipazione di musicisti americani e siciliani. E si tratta del sedicesimo (!) disco insieme in meno di dieci anni: una partnership più che rodata dunque!
Ho conosciuto il chitarrista J. Sintoni verso il 2002 quando aveva formato un eclettico duo acustico, Beer Soaked Gittars ed inciso in compagnia di un altro chitarrista, Mr.Banana il cd omonimo che ebbi modo di recensire in modo positivo tra laltro anche per il sito Blues and Blues.
Ora lo ritrovo in tuttaltra veste, titolare di un trio elettrico e di un cd, The Red Suit, uscito nellaprile 2007, autoprodotto e forte di dodici brani originali.
J.Sintoni è un musicista di Cesena trapiantato in Toscana dove si è fatto subito conoscere nella scena blues anche grazie a due partecipazioni al Festival Blues di Pistoia; ma anche a livello internazionale le sue doti di chitarrista creativo e sfaccettato sono note.
Per tutti gli appassionati del Jumpin' Jive ecco a voi il nuovo CD dei Jumpin'up.
"Buonasera Signorina" è il titolo del Cd, e vuole fare onore a tutti i compositori italiani degli anni '40 e '50 che traevano la loro ispirazione dalla musica americana e diedero le basi allo swing italiano. La playlist è fatta da classici americani ed italiani.
KUSIWAN nuovo cd del chitarrista argentino Gabriel Delta e i fidi Hurricanes, insieme a suo fratello di sangue e musica il batterista Fernando Conejo Trombetta ed al bassista Andrea Garavelli. Registrato interamente a Vercelli presso lo studio KMP di Paolo Baltaro il qualle ha contribuito con le sue tastiere alle registrazioni. Il mastering del disco è stato fatto presso lo studio Andres Mayo MASTERING&DVD, a cura di Fabian Prado e Andres Mayo in Buenos Aires-Argentina.
Roberto Testini, per il suo progetto musicale Caffé Espresso - blues latino made in Italy, si aggiudica lOSCAR DEL MEDITERRANEO 2007
Gran Premio Internazionale al Merito delle Attività Artistiche, Musicali e Culturali, premio attribuito a insigni personalità del mondo artistico e culturale che, con la loro opera, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese e allaccrescimento della cultura artistica italiana allestero.
Il cd Caffè Espresso è stato trasmesso da oltre 100 emittenti radiofoniche americane, oltre che in Australia, Francia, Germania, Danimarca e Italia. Un altro premio per questo cd che si aggiunge al PREMIO SIAE 2004 come miglior progetto musicale dellanno per la ricercatezza e le energiche sonorità che fanno del progetto Caffé Espresso un prodotto dalle ottime qualità espressive.
Gai Bennici è un chitarrista agrigentino sulla scena musicale dalla fine degli anni '80: sicuramente una delle carriere più longeve nell'ambito del rock-blues siciliano. Assestatosi sulla formula del trio (i suoi accompagnatori sono Alberto Parla al basso e Angelo Spataro alla batteria), Bennici propone un rock con salde radici nel blues, collocandosi chiaramente nel solco della tradizione che da Jimi Hendrix porta a SRV ma mostrando un tocco e un approccio alla materia decisamente personale.
Abbiamo gia' parlato di Angelo Rossi e del suo blues . Conferma di quanto avevamo dedotto dai due precedenti lavori e dalle recensioni sulle riviste specializzate l'abbiamo avuta lo scorso luglio al Festival di Capo d'Orlando, dove abbiamo potuto rilevare come lo sguardo di Angelo Rossi sia attualmente rivolto verso le North Mississippi Hills, a meta' strada tra il country shack di Fred McDowell e quello di R.L. Burnside. Adesso Angelo viene fuori finalmente con un disco di brani originali (piu' una cover), dimostrando di avere davvero trovato la sua via personale al blues. Talmente personale che, ascoltando le undici tracce, non vengono facilmente in mente riferimenti precisi ad altri musicisti per descrivere la sua musica. L'unico riferimento certo e' il Mississippi, le sue pianure polverose, il suo caldo, i quartieri periferici desolati delle sue citta'. Ma che si tratti di BLUES (anche in assenza, spesso, delle classiche dodici battute) non c'e' alcun dubbio. 


