L'armonica è una brutta bestia da amplificare, e chi ci ha provato, oppure chi ha un armonicista nella propria band lo sa bene! Il "fischio" è sempre in agguato, basta un movimento sbagliato o una modifica ai settaggi dell'ampli per innescare un feedback sgradevole sia per i musicisti sul palco che soprattutto per il pubblico.
Da pochissimo tempo è attivo un blog sull'argomento, dal nome tanto semplice quanto perfettamente esplicativo: Amplificatori e microfoni per armonica.
A mia conoscenza esistono pochissime guide, sul web o altrove, che aiutino a risolvere il problema dell'innesco nell'armonica amplificata. Qualche giorno fa ad esempio ho scoperto per caso, visitando un sito americano di dischi, un dvd (Gary Smith- Amplified Blues Harp Demystified) che si propone appunto di insegnare a gestire l'ampli per armonica. E' stata quindi una bella sorpresa venire a conoscenza di un blog interamente dedicato a questo tema spinoso ma affascinante.
Il blog è gestito da Francesco Palombino, alias frankblues, armonicista appassionato di ampli valvolari vintage. Francesco, dopo avere provato uno di questi ampli qualche anno fa, si è reso conto dle loro ruolo determinante nel riprodurre quel suono saturo e caldo tipico del Chicago blues degli anni d'oro. Da allora non fa altro che comprare e rivendere ampli "da armonica", e molti pezzi li tiene per sé nella sua collezione.
In occasione di un mio viaggio a Roma sono andato a trovare Francesco (con cui avevo già una corrispondenza via email) per conoscerlo, e devo dire che provare gli amplificatori che tiene in casa con la sua Strato (beh, io sono un chitarrista, mica un armonicista ;-) ) mi ha dato delle emozioni sonore speciali (che d'altronde già conoscevo, visto che anch'io posseggo un paio di "vecchie carrette" dal suono d'oro...). Premier, Supro, Valco, National, Masco, Ampeg, Silvertone, Harmony... nomi che, più ancora di Fender e Gibson, sono strettamente legati al blues degli anni '50 e '60 per il loro suono caldo e grezzo al tempo stesso. La caratteristica della maggior parte degli ampli di quell'epoca, di qualsiasi marca essi siano, è la bassa tensione anodica sulle valvole dello stadio preamplificatore. Questo fatto - unito alla bontà dei componenti elettronici e degli altoparlanti usati a quei tempi e alla qualità del cablaggio point-to-point - concorre a produrre un suono caldo e facilmente saturo, particolarmente adatto - specie negli ampli entro i 15-20W - all'armonica. Infatti con questi piccoli vecchi ampli è molto più difficile andare in feedback.
Naturalmente l'armonicista elettrico ha bisogno anche di un microfono, e Francesco si sta specializzando anche in questo settore, insospettabilmente vasto e interessante.
In definitiva consiglio ad ogni armonicista di visitare questo blog e di
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Francesco per chiacchierare con lui di ampli, microfoni e suoni del passato. Carlo "slidincharlie" Pipitone
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- Tommy McCoy & Lucky Peterson
- ROBI ZONCA AND HIS BAND - Rebel!
- DIRTY TRAINLOAD - Rising Rust
- Joe Coco & Michele Lotta - GARDEN STATE
- J. Sintoni: The Red Suit
- Jumpinup - Buonasera Signorina
- GABRIEL DELTA - Sangre Latina, Alma Blues
- Roberto Testini si aggiudica lOscar del Mediterraneo 2007
- GAI BENNICI - Live cd + dvd
- ANGELO LEADBELLY ROSSI - I dont want to take nothing with me when Im gone
Collaborazione di lusso che risale al 2002 tra il chitarrista/vocalist Tommy McCoy e il mago dellHammond B3 Lucky Peterson in questo disco davvero intenso che portava il blues verso altri orizzonti. Nei 15 brani inclusi in Lay My Demons Down i due catturarono su disco tutta la padronanza virtuosistica degli strumenti e la straordinaria vitalità ed eccitazione delle loro performances tenute in ogni parte del globo. Registrato nei leggendari Kingsnake Studios e prodotto da Rock Bottom, fu un grandissimo successo, adesso ristampato su Blues Boulevard.
Robi Zonca non è uno di primo pelo. Ha suonato la chitarra come sideman in tanti dischi di svariati artisti italiani, e per una decina danni è stato nella band di un bluesman americano che in Italia è di casa, ovvero Andy J. Forest. Nel 2003 si è finalmente deciso a fare la svolta solista e ha prodotto il suo primo cd, Do you know?, seguito nel 2005 da You already know e nel 2006 da Magic box. Nel 2007 Robi dà alle stampe questo ultimo sforzo dal titolo Rebel!
Bob Cillo da Bari e Marco Del Noce da Roma hanno dato vita al progetto Dirty Trainload, un duo nu-blues (?) influenzato dalle produzioni Fat Possum, dal Delta e North Mississippi Hills blues, ma anche da un manipolo di trasgressori del rock come Suicide (prima generazione di new wave sperimentale newyorkese), Gun Club e Stooges. Bob suona la chitarra e armeggia con loop e drum machine, mentre Marco canta e suona larmonica. I due infilano qua e là percussioni e rumori vari. Rising Rust è il loro primo disco.
Michele Lotta è noto ai blues fans italiani per essere larmonicista e cantante dei King Biscuit Time, band messinese sulle scene dal 1993 con due ottimi album allattivo.
Garden State è il frutto dellamicizia e collaborazione tra Michele e il musicista americano Joe Coco, realizzato tra il New Jersey e lItalia con la partecipazione di musicisti americani e siciliani. E si tratta del sedicesimo (!) disco insieme in meno di dieci anni: una partnership più che rodata dunque!
Ho conosciuto il chitarrista J. Sintoni verso il 2002 quando aveva formato un eclettico duo acustico, Beer Soaked Gittars ed inciso in compagnia di un altro chitarrista, Mr.Banana il cd omonimo che ebbi modo di recensire in modo positivo tra laltro anche per il sito Blues and Blues.
Ora lo ritrovo in tuttaltra veste, titolare di un trio elettrico e di un cd, The Red Suit, uscito nellaprile 2007, autoprodotto e forte di dodici brani originali.
J.Sintoni è un musicista di Cesena trapiantato in Toscana dove si è fatto subito conoscere nella scena blues anche grazie a due partecipazioni al Festival Blues di Pistoia; ma anche a livello internazionale le sue doti di chitarrista creativo e sfaccettato sono note.
Per tutti gli appassionati del Jumpin' Jive ecco a voi il nuovo CD dei Jumpin'up.
"Buonasera Signorina" è il titolo del Cd, e vuole fare onore a tutti i compositori italiani degli anni '40 e '50 che traevano la loro ispirazione dalla musica americana e diedero le basi allo swing italiano. La playlist è fatta da classici americani ed italiani.
KUSIWAN nuovo cd del chitarrista argentino Gabriel Delta e i fidi Hurricanes, insieme a suo fratello di sangue e musica il batterista Fernando Conejo Trombetta ed al bassista Andrea Garavelli. Registrato interamente a Vercelli presso lo studio KMP di Paolo Baltaro il qualle ha contribuito con le sue tastiere alle registrazioni. Il mastering del disco è stato fatto presso lo studio Andres Mayo MASTERING&DVD, a cura di Fabian Prado e Andres Mayo in Buenos Aires-Argentina.
Roberto Testini, per il suo progetto musicale Caffé Espresso - blues latino made in Italy, si aggiudica lOSCAR DEL MEDITERRANEO 2007
Gran Premio Internazionale al Merito delle Attività Artistiche, Musicali e Culturali, premio attribuito a insigni personalità del mondo artistico e culturale che, con la loro opera, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese e allaccrescimento della cultura artistica italiana allestero.
Il cd Caffè Espresso è stato trasmesso da oltre 100 emittenti radiofoniche americane, oltre che in Australia, Francia, Germania, Danimarca e Italia. Un altro premio per questo cd che si aggiunge al PREMIO SIAE 2004 come miglior progetto musicale dellanno per la ricercatezza e le energiche sonorità che fanno del progetto Caffé Espresso un prodotto dalle ottime qualità espressive.
Gai Bennici è un chitarrista agrigentino sulla scena musicale dalla fine degli anni '80: sicuramente una delle carriere più longeve nell'ambito del rock-blues siciliano. Assestatosi sulla formula del trio (i suoi accompagnatori sono Alberto Parla al basso e Angelo Spataro alla batteria), Bennici propone un rock con salde radici nel blues, collocandosi chiaramente nel solco della tradizione che da Jimi Hendrix porta a SRV ma mostrando un tocco e un approccio alla materia decisamente personale.
Abbiamo gia' parlato di Angelo Rossi e del suo blues . Conferma di quanto avevamo dedotto dai due precedenti lavori e dalle recensioni sulle riviste specializzate l'abbiamo avuta lo scorso luglio al Festival di Capo d'Orlando, dove abbiamo potuto rilevare come lo sguardo di Angelo Rossi sia attualmente rivolto verso le North Mississippi Hills, a meta' strada tra il country shack di Fred McDowell e quello di R.L. Burnside. Adesso Angelo viene fuori finalmente con un disco di brani originali (piu' una cover), dimostrando di avere davvero trovato la sua via personale al blues. Talmente personale che, ascoltando le undici tracce, non vengono facilmente in mente riferimenti precisi ad altri musicisti per descrivere la sua musica. L'unico riferimento certo e' il Mississippi, le sue pianure polverose, il suo caldo, i quartieri periferici desolati delle sue citta'. Ma che si tratti di BLUES (anche in assenza, spesso, delle classiche dodici battute) non c'e' alcun dubbio. 


